
La massima espressione della mia arte l’ho avuta nel periodo “acquerelli”.
Lo chiamo così perché dopo anni di studio delle proporzioni, utilizzando esclusivamente la matita, ho avuto una esplosione di colori attraverso la tecnica dell’acquerello.
Ho sempre amato questa tecnica, tanto fugace e spontanea quanto difficile e ostica.
Sinonimo della vita, nell’acquerello rivedo le occasioni che incontriamo, paragonabili al foglio bianco, e a come noi siamo in grado di tirar fuori qualcosa da quell’esperienza, in base alle nostre qualità e al nostro grado di consapevolezza (i colori). Il percorso non è immediato, ma di certo le regole non sono dettate solo da una parte ( il pennello e l’acqua, mescolata ai pigmenti, hanno un equilibrio imprevedibile).
L’errore, nell’acquerello come nella vita, non è ammesso, o meglio..
tutto è concesso, tranne ripassare sopra all’errore commesso, perché lo renderebbe ancora più evidente e “sporco”.
Nell’acquerello, tutto si scrive in pochi istanti, e il risultato che ottengo non si può cambiare. Approcciandomi a questa tecnica ho davvero capito quanto il nostro mondo interiore possa essere trasmesso su un foglio.
Mi viene in mente una frase di un libro che leggo sempre a mio figlio prima di andare a dormire:
“Non c’è riparo quando si è in viaggio, bisogna solo farsi coraggio”
Con l’acquerello è così: ci vuole tanto coraggio per liberare se stessi attraverso questa tecnica così trasformativa e così vera.
Ti lascio viaggiare tra i miei stati d’animo; e dimmi se qualcosa risuona anche in te..